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La mia storia

Avevo 19 anni quando, a Zurigo, comprai da “Musik Hüsli” la mia prima Fender Stratocaster “Black” maple neck del ’79 (eccezionalmente 4 viti e paletta piccola, che ho ceduto poi all’amico medico Aldo Baraghini di Forlì)….. 25 anni orsono cominciò così la mia avventura collezionistica. Fin da allora, tutti i miei stipendi e le mance di lavoro furono investiti per la costruzione della mia attuale abitazione e per l’acquisto di strumenti Vintage, senza mai concedermi il lusso di vacanze o sperperi per vizi o divertimenti.

Dal 1990 iniziai, oltre alla mia attività ristorativa, a suonare di sera come “chitarra-bar” in vari locali della riviera adriatica e, in questo periodo, conobbi Stefano Malusi, che reputo tutt’ora un grande amico ed un valido, serio ed esperto conoscitore del “Vintage”, oltre che un bravissimo liutaio. Da lui ho acquistato diversi strumenti e tramite lui ho conosciuto le persone che hanno segnato una svolta nella scelta della mia collezione: Tonino Imperato di Rimini e Vincenzo Atzori di Foggia.

Avevo, fino ad allora, accumulato tanti strumenti: Fender, Gibson, Gretsch, Vox, Marshall ecc… e non tutti erano perfetti a causa di customizzazioni o imperfezioni. Fu proprio ad una cena con questi amici che mi fu consigliato di specializzarmi in una singola categoria, piuttosto che spaziare in tanti settori. Iniziai così a liberarmi di tutto ciò che non fosse Fender “super-originale”. Il mio obiettivo primario diventò quello di avere un’intera gamma di strumenti e amplificatori prodotti dal mito: Leo Fender!

Iniziai a frequentare la fiera del Vintage di Soave organizzata dall’amico Pierpaolo Adda e cominciai a conoscere il mondo del Vintage “vero”. Quell’universo dove finte amicizie, giudizi, interessi, fama e disonestà, possono indurre una meravigliosa passione artistica a diventare puro business, facendo spesso dimenticare il vero valore storico di strumenti a volte meno blasonati o facendo lievitare i prezzi di altri a volte in modo spropositato. È stato proprio allora che ho iniziato a coltivare l’idea di produrre e pubblicare qualcosa che potesse aiutare in qualche modo gli appassionati a identificare meglio gli strumenti, per non doversi fidare esclusivamente dei pareri di presunti “guru” che spesso fanno solo i propri interessi e regalano giudizi senza magari essere seriamente documentati.

È risaputo che, nel mondo “Fender”, sono i modelli Stratocaster, Telecaster, Jazz Bass, Precision Bass, amplificatori Tweed, White, Brown, Blackface ad avere il più alto valore economico ma, per me, è altrettanto importante ammirare l’anima, il fascino ed il suono di un mandolino elettrico del 1957, come la timbrica dolcissima di una XII Strings del ’66, la forma banale ma futuristica di una piccola Swinger o la vernice sgranata di una rarissima Stratocaster Anniversary White 1979. Questi, uniti ai più famosi modelli, hanno scolpito i solchi dei dischi in vinile dal ’60 al ’90, e sono la vera essenza del Vintage, quei suoni che nessun ampli o strumento del 2000 può riprodurre!

Il nostro libro Our Vintage Soul è quasi solo illustrativo, ma sono certo che le foto in esso contenute aiuteranno tanti appassionati di “veri” strumenti Fender pre-1974, a non incorrere nell’acquisto di falsi, venduti come originali a prezzi spaventosi. Per realizzare a pieno questo mio sogno l’angelo custode di Leo Fender mi ha regalato l’esistenza di Vincenzo Atzori.

Vincenzo Atzori… ci vorrebbe un libro solo per parlare di lui e della sua preparazione tecnico-vintagistica, ma sono dettagli che preferisco tenere per me. Vi dico solo che il caso ha fatto sì che io andassi nel negozio di Stefano Malusi a Cervia per acquistare dall’amico Alex Tonini una Jazzmaster ’59. Lì conobbi Vincenzo. Mi diede un parere sulla chitarra e per me fu una rivelazione. Iniziai subito ad apprezzarlo per la preparazione e sicurezza in materia. Nacque così uno scambio di opinioni che ci fece conoscere e incontrare professionalmente sempre più spesso. Diventando amici, abbiamo trascorso giorni e notti a studiare Pick-up, misure, verniciature, parti metalliche, condensatori, speaker. Parlando anche di noi e incontrandoci sulla stessa lunghezza d’onda abbiamo instaurato un legame di fratellanza e di totale e sincera lealtà. È grazie a lui se negli ultimi anni sono riuscito a completare la mia collezione. Questo libro è il primo di due volumi nati da un progetto che da anni ho fortemente desiderato e di cui lui è parte integrante oltre che essere l’artista che ha professionalmente fotografato gli strumenti! Ho affrontato grandi, grandissimi, sacrifici sia economici che psicologici, e Vincenzo ha diviso con me dolori e fatiche, a volte trascurando anche lavoro e famiglia (Sandra e Raffaele che ringrazio con affetto) e per questo nulla potrà cancellare la stima che nutro nei suoi confronti: grazie Enzino!

Alcune foto

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  • 1977: The Rangers. In alto da sinistra: Gianluca Spadazzi, Don Pino Mariani (ospite), Flavio Camorani, Jacopo Partisani, Maurizio Rossi. In basso da sinistra: Luca Chiadini, Claudio Ragazzini, “Maurizio Brustolina”, Massimo Balzani.
  • 1977: The Rangers
  • “Immagine Magica” (anni ’70)
  • Hotel Caesar, Milano Marittima (1980)
  • “Duro Forte Indistruttibile”
  • Cassino, Leva agente di custodia (1980)
  • Cassino, Leva agente di custodia (1980)
  • Fraueninselschloss, Germania (1982)

Per info: Flavio Camorani 3388784320

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